12.09.2026 > IL LAVORO MOBILITA L’UOMO
3 September 2026
2044
Sabato 12 settembre 19.00 > IL LAVORO MOBILITA L’UOMO in occasione del Festival Milano in Commedia 2026
di Mihai Mircea Butcovan
con Vlad Scolari
con Vlad Scolari
TRADUZIONE SIMULTANEA IN LINGUA LIS
Il lavoro mobilita l’ uomo è un vero e proprio vademecum per diventare un perfetto partigiano anticonsumista:
una lotta non al consumo in sé ma al consumo eccessivo.
Il protagonista di questa nuova odierna resistenza è Vlad, un immigrato romeno che si presenta in scena vestito in tuta da operaio e scarpe antinfortunistiche, con in mano una cassetta degli attrezzi in plastica. Ma questi non sono altro che strumenti del travestimento di colui che ha capito, e che ha deciso di vivere con poco perché poco gli serve per vivere molto. Attraverso le parole della voce monologante, lo spettatore assiste così a una sorta di confessione-svelamento: “Ero uno di voi: un abbonato, anzi, un pluri-abbonato. Come voi collezionavo abbonamenti”. Ma poi, tra uno zapping depressivo e l’ altro, al protagonista, leggendo una statistica, si svela la verità. Da qui nasce il nuovo impegno, una nuova esistenza. Così al pubblico non resta che prendere appunti e confrontarsi con le tecniche che Vlad impiega per vivere: da come concedersi un caffè al bar, all’ utilizzo del
telefonino, a come procurarsi da mangiare o come gestire i propri vestiti.
Il lavoro mobilita l’ uomo è una rivoluzionaria proposta nella lotta quotidiana per sfuggire alle gabbie prima che sia troppo tardi:
“Io sono Vlad e sono un residuato bellico. Sono esploso in ritardo e ora non ho più tempo da perdere. Un giorno ho dichiarato guerra al consumismo, perché voglio vivere. Chiedo clemenza a questi. Gli altri possono anche condannarmi. Ma la mia storia, quando diventerà la scelta di vita dei vostri figli, dei vostri amici,
dei vostri ex fidanzati e li vedrete finalmente felici e realizzati, la mia storia vi accuserà. Perché un’altra vita è possibile. Ma forse per qualcuno di voi è già troppo tardi”
Il protagonista di questa nuova odierna resistenza è Vlad, un immigrato romeno che si presenta in scena vestito in tuta da operaio e scarpe antinfortunistiche, con in mano una cassetta degli attrezzi in plastica. Ma questi non sono altro che strumenti del travestimento di colui che ha capito, e che ha deciso di vivere con poco perché poco gli serve per vivere molto. Attraverso le parole della voce monologante, lo spettatore assiste così a una sorta di confessione-svelamento: “Ero uno di voi: un abbonato, anzi, un pluri-abbonato. Come voi collezionavo abbonamenti”. Ma poi, tra uno zapping depressivo e l’ altro, al protagonista, leggendo una statistica, si svela la verità. Da qui nasce il nuovo impegno, una nuova esistenza. Così al pubblico non resta che prendere appunti e confrontarsi con le tecniche che Vlad impiega per vivere: da come concedersi un caffè al bar, all’ utilizzo del
telefonino, a come procurarsi da mangiare o come gestire i propri vestiti.
Il lavoro mobilita l’ uomo è una rivoluzionaria proposta nella lotta quotidiana per sfuggire alle gabbie prima che sia troppo tardi:
“Io sono Vlad e sono un residuato bellico. Sono esploso in ritardo e ora non ho più tempo da perdere. Un giorno ho dichiarato guerra al consumismo, perché voglio vivere. Chiedo clemenza a questi. Gli altri possono anche condannarmi. Ma la mia storia, quando diventerà la scelta di vita dei vostri figli, dei vostri amici,
dei vostri ex fidanzati e li vedrete finalmente felici e realizzati, la mia storia vi accuserà. Perché un’altra vita è possibile. Ma forse per qualcuno di voi è già troppo tardi”
ingresso libero
spettacolo all’aperto – Piazza dei Saperi
in caso di pioggia lo spettacolo si svolgerà al padiglione
per informazioni tel 348 0129127 info@padiglione.org


